Carlo de FlaviisC’è un momento preciso in cui le strade si dividono: o scegli la toga, o segui la voce dell’anima. E Carlo de Flaviis, nato a Napoli l’1 febbraio 1885, questa scelta l’ha fatta prestissimo.

Si era laureato in giurisprudenza, sì – con onore, dicono – ma l’idea di diventare avvocato lo lasciava freddo come una sera d’inverno sul molo di Portici. Piuttosto che rinchiudersi tra codici e aule di tribunale, decise di servire lo Stato in altro modo, più concreto, più vicino alla gente: fu assunto alle Poste, e con il tempo divenne direttore dell’ufficio provinciale delle Poste e Telegrafi di Napoli. Una carriera stabile, rispettabile, ma che non gli bastava.

Carlo aveva un fuoco dentro. Uno di quei fuochi che se non li metti su carta ti bruciano le mani.

✍️ Scrittore per passione, artista per vocazione

Nel tempo libero – che per lui era come l’ossigeno – si metteva a scrivere. E scriveva di tutto: commedie, novelle, poesie, saggi storici. Ma non scriveva per sé: scriveva per il popolo, per chi parlava in dialetto, per chi rideva e piangeva a teatro, per chi si innamorava con una canzone.

Il teatro, per lui, era la vera università della vita. Compose commedie come Il nome della diva (1923) e La donna del suo sogno (1925), dove ironia e malinconia si intrecciavano come i vicoli di Napoli.

Era anche un giornalista rispettato, e non uno qualsiasi: scrisse per «Il Giorno» di Matilde Serao, la regina del giornalismo napoletano. Un ambiente colto e vivace, dove il suo talento trovò spazio e rispetto.

🎶 Carlo e la musica: quando le poesie diventano canzoni

Ma dove davvero il suo cuore si apriva come un fiore, era nella canzone napoletana. I suoi versi diventavano canzoni celebri, musicate da grandi maestri come Pennino, Cannio, Nicola Valente, Capolongo, Nardella – e pubblicate da case storiche come La Canzonetta e Gennarelli.

Eccoti un piccolo repertorio d’oro firmato de Flaviis:

🎵 Canzoni in napoletano:
  • Pecché? (1913) – il titolo già fa venì ‘o magone.
  • Margaretè (1917)
  • Quanno iarraie a spusà (1917)
  • Malandrino (1918)
  • Vas’ ’e femmena (1918)
  • Ammore ncampagna (1919)
  • Chiagno pe’ tte! (1924)
  • ’O menù (1924)
  • Avemmaria (1925)
  • Casarella d’ ’o primm’ammore (1932)
  • Prumesse ’e femmena (1932)
🎼 Canzoni in italiano:
  • Baci tra le foglie (1922)
  • Stornellata alla donna (1922)

Portava queste canzoni alla Piedigrotta, dove erano attesissime. Portici, in particolare, lo amava: era spesso ospite di serate al Teatro Goldoni, e fu perfino festeggiato il 19 agosto 1921, al termine di uno spettacolo all’aperto, tra canti, applausi e un mare di emozioni.

📚 Anche saggista e narratore

Non solo emozione, però: Carlo sapeva anche essere storico e intellettuale. Scrisse saggi come:

  • Il generale Diaz (1918)
  • Il tramonto di Pulcinella (1918)
  • Il primo piroscafo a vapore del Mediterraneo (1918)
  • Alcuni secoli della storia di un teatro napoletano (1921)

E racconti come:

  • L’amore di Pulcinella (1922)
  • La chioma di Berenice (1927)

In ogni parola, la sua Napoli eterna: malinconica e spiritosa, colta e viscerale.

🧡 Il suo amore per Portici

Portici non era solo una tappa: era una seconda casa dell’anima. Affidava i suoi lavori alla Tipografia Bellavista, in Corso Diaz n. 86. Un dettaglio che dice tutto: chi ama davvero un luogo, lo coinvolge anche nelle piccole cose.

Era un volto noto in città, e se oggi il suo nome vive nella memoria culturale porticese è perché qui ha lasciato un pezzo di sé, in versi, battute e canzoni.

🕯️ La fine di un poeta

Carlo de Flaviis morì a Genova il 27 dicembre 1939, lontano forse dalle sue due città del cuore, ma con l’anima ancora piena di suoni, di storie, di pubblico che applaude.

🎤 E oggi, chi lo ricorda?

Lo ricorda chi ama il teatro vernacolare, chi canta ancora le canzoni di Piedigrotta, chi sfoglia una vecchia rivista e trova la sua firma.
Lo ricorda Portici, come uno dei suoi figli più appassionati.
E lo ricorda chi, come noi, crede che la cultura vera non muore mai: resta lì, pronta a risorgere con una nota, una frase, un applauso.