Siamo nel Settecento, l'epoca d'oro, quando Napoli era una capitale che faceva invidia a tutta Europa e Portici era il salotto buono del Regno, il posto dove tutti volevano stare.
Ebbene, è qui che ha vissuto il Vescovo Carmine Cioffi. Un uomo di potere, di cultura, protagonista di un'ascesa incredibile e di una caduta piena di misteri. Mettetevi comodi, che la storia si fa seria.
L'Ascesa: da Torre Orsaia ai Palazzi di Napoli
La nostra storia comincia lontano da Portici, a Torre Orsaia, nel Salernitano, nel lontano 1692. Carmine Cioffi nasce in una famiglia di riguardo, di quelle che i figli li mandavano a studiare a Roma. E lui, il giovane Carmine, era 'nu cervellone: a soli 22 anni si addottora in diritto, sia quello della Chiesa che quello dello Stato. 'Na mente fina, non c'è che dire.
A 24 anni è già prete, ma non uno qualunque. La Santa Sede lo nota e gli affida un incarico importantissimo a Napoli: "avvocato dei poveri" presso il Tribunale del Nunzio Apostolico. Capite? Comincia la sua carriera difendendo chi non aveva voce, e lo fa così bene che la sua fama comincia a circolare nei palazzi che contano.
La sua intelligenza e la sua prudenza lo portano sempre più in alto. Viene chiamato a gestire "li più rilevanti affari giurisdizionali del mondo", e lui li porta a termine sempre con lode. La svolta arriva nel 1735, quando il potentissimo Cardinale Giuseppe Spinelli, arcivescovo di Napoli, lo sceglie come suo vicario generale. In pratica, diventa il suo braccio destro, uno degli uomini più influenti del Regno.
All'Apice del Potere: Vescovo, Consigliere e... Residente a Portici!
Ormai la sua reputazione è alle stelle. Lo stima il Re, lo stima il Papa. E così, nel 1737, Roma lo consacra Vescovo, titolare di Antinopoli, e poco dopo diventa anche canonico della Cattedrale di Napoli. Ma non basta. Nel 1741, riceve un'altra carica prestigiosissima: consigliere del Supremo Tribunale Misto, dove dimostra a tutti "un maturo sapere, e di una incorrotta giustizia".
E un uomo così potente, così ricco di cultura e di prestigio, secondo voi dove decide di comprare casa per godersi un po' di tranquillità e bellezza? Ma a Portici, ovviamente!
Nel 1744, proprio mentre il nostro paese viveva il suo massimo splendore grazie alla nuova Reggia di Re Carlo di Borbone, il Vescovo Cioffi compra un palazzo "assai bello, per la sua superba veduta" nella zona del Bosco, vicino alla Croce di San Marco. Immaginatevelo: un uomo all'apice del potere che dalle sue finestre ammirava lo stesso Golfo che guardava il Re. Portici era il cuore pulsante del Regno, e lui era lì.
La Caduta: Intrighi e Misteri all'Ombra del Vesuvio
Ma a Napoli, si sa, più in alto sali, più forte è il vento. E nel 1746, all'improvviso, tutto crolla. Il Vescovo Cioffi viene "implicato nell'affare del Sant'Uffizio". 'Na brutta storia, guagliù. Il Sant'Uffizio era l'Inquisizione. Cosa successe veramente? Fu una trappola? Pestò i piedi a qualcuno di ancora più potente? O fu vittima di quegli intrighi di palazzo che a Napoli non mancano mai?
Il fatto sta che a rimuoverlo dalla carica è proprio il suo protettore, il Cardinale Spinelli. Una pugnalata al cuore. La sua stella, che aveva brillato così tanto, si oscura di colpo.
Tenterà di rientrare nel giro che conta, provando nel 1753 a diventare Cappellano Maggiore del Regno, ma invano. Le porte del potere, per lui, si erano chiuse per sempre.
Il Vescovo Carmine Cioffi si spegne nel 1783, dopo una vita incredibile, fatta di un'ascesa folgorante e di una caduta rovinosa. Chissà quante cose avranno visto le finestre di quel suo palazzo a Portici. Chissà quali segreti custodiscono ancora oggi quelle pietre. Perché a Portici, 'a storia non si cancella, resta scritta nei muri, nel panorama mozzafiato e nel cuore della gente.
